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10月26日 cronaca di una mattinata di un mediamente vile..Ebbene si. Ne ho riavuto la conferma...
Poi lo diceva anche don Abbondio che uno il coraggio non se lo può dare: o ce l'ha o ce l'ha... Io ce ne ho poco..
E ieri mentre mi levavo un neo ho dato sfoggio della mia viltà....
Vabbè non posso farci niente...
Comunque ieri è successa anche una cosa positiva: Finalmente mi sono comprato un cappello alla pescatore... (quello che quando gli amici ti vedono con quel cappello ti fanno: Ma c'dà scì a fà l'salipscc????) Proprio quello..
Beh direi che da oggi (perkè ieri il cappello necessitava di una lavata) inizia una nuova parte della mia vita... Cioè ho deciso che spesso andrò in giro con quel cappello!!
Quindi se vedete un pazzo con un cappello da pescatore arancione e la camminata da deficiente, non urlatevi la frase di cui sopra ma salutatelo..
p.s. a chi volesse capire il titolo di questo post (e anche qualcosa di me stesso) consiglio la visione del film Notturno Bus. Grazie... 10月12日 News del giornoOggi ci sono due buoni motivi per aumentare di una unità l'elenco dei post di questo ultra-annuario blog...
Prima.
Al Gore quello che come dice David Letterman è l'unico ad avere perso le elezioni americane con un cretino (non ricordo bene la parola ma era di questo genere) nonostante avesse avuto più voti... Insomma Al Gore ha vinto il premio nobel per la Pace...
Al Gore non è uno che si è fatto anni di carcere ingiustamente come Nelson Mandela
Al Gore non è una persona che ha vinto le elezioni liberamente nel suo paese ma è stata messa in carcere come Aung San Suu Kyi
Al Gore è solo una persona che ha detto una cosa molto semplice che tutti vedono ma che tutti allo stesso tempo fanno finta di non vedere: ovvero che il clima sta cambiando. E la colpa è solo nostra.
Ma non si è fermato a dirlo ma ci ha fatto pure un film. E non si è fermato a farci un film ma ha organizzato il più grande evento musicale degli ultimi anni quel live earth che qualcuno ha criticato ma che ha avuto un grande pregio cioè quello di far arrivare il messaggio a tantissima gente. Ora il messaggio è arrivato. Se tu non cambi il tuo stile di vita è colpa tua. Io ti ho avvertito. Quello che fai è strettamente legato al posto che lascierai ai tuoi figli e alle persone che vuoi bene. Questo ha detto Al Gore con quel concerto. E ora tutto questo gli ha portato il nobel per la Pace.. Perchè in questo mondo dove noi pugliesi (ma non solo) abbiamo sentito l'Africa nelle caldissime giornate di Luglio dove il termometro raggiungeva 40 gradi, la Pace si costruisce anche così.
Questo mi fa ben sperare.
Quando camminerò a piedi per le vie della mia città, avendo rinunciato volontariamente alla macchina, mi sentirò anche io un piccolissimo servo della pace. Voi fate come volete.
Seconda.
Si dice sempre che i giovani sono apatici e non si impegnano ma pensano solo al cellulare o ad assomigliare a uno dei tanti personaggi che Maria de Filippi sforna quotidianamente. Ecco oggi i ragazzi sono scesi in piazza. A Roma erano parecchi. Ma sono sicuro che in realtà quelli che oggi hanno manifestato erano ancora di più. Se poi ci mettiamo anche quelli che, non entrando a scuola, sono andati a passeggio o a dormire a casa beh oggi a scuola c'era pochissima gente.
Quindi siamo tutti contenti che i giovani abbiano manifestato, che si siano interessati al mondo a loro intorno.
Un piccolo particolare però. Hanno manifestato contro il lupo cattivo: il Ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni.
Quello che ha parlato con 1200 studenti a Chianciano. Quello che mentre diceva che lui di scuola non ne capisce molto, ha rischiato che due belle mani baresi (le mie) si attaccasserò alla sua giugulare.
lo stesso Fioroni che però dà un senso alle parole scuola, formazione e tanto altro.
Qual'è la colpa di quest'uomo?
Piccolo flash-indietro... quando andavo alle superiori io se non studiavo una materia prendevo 4 e se entro la fine dell'anno non dimostravo di aver recuperato, il 4 mi rimaneva e mi andava sul quadro. Io andavo a vedere i quadri. Vedevo il 6, cerchiato però di verde o giallo (secondo le diverse fantasie cromatiche di ogni scuola), i miei mi facevano un bel cazziatone e passavo un pò dell'estate a ripetere quella materia (è successo sul serio). A settembre la scuola organizza dei corsi di recupero. Oppure dei modi diversi per farti recuperare ciò che non sapevi l'anno prima insomma per rinforzare quel mattone che se rimane così mal messo farà crollare miseramente tutto ciò che ci costruisci su. E poi c'era un esame. Se lo passavi alla fine dell'anno ti ridavano i punti di credito che ti avevano tolto. Se non lo passavi si scatenava la furia della scuola contro di te dicendoti: Vabbè, fa niente...
Ora il ministro ha detto una cosa molto semplice. Se tu quell'esame lo passi, bene se non lo passi è inutile che continui a prendere in giro quel docente per altri anni.
Ecco questo è il motivo (uno dei tanti.. perchè se sei studente un motivo lo trovi sempre per scioperare) per cui i ragazzi di oggi si indignano. Solo perchè qualcuno cerca di dare un senso a qualcosa che esiste già e solo perchè i poveri studenti dovranno passare una parte dei loro risicatissimi 3 mesi e mezzo di vacanze estive a studiare qualcosa che potevano tranquillamente studiare nei mesi invernali......
p.s. Mi viene in mente uno dei miei primi campo-scuola (per info sulla parola campo-scuola rivolgersi al più vicino luogo di tortura chiamato parrocchia) Avevo 10 anni. Ovviamente a quell'età non sei abituato a mangiare tutto. Beh se non volevi mangiare il minestrone a pranzo non mangiavi niente. A cena ti veniva riproposto e se non lo mangiavi continuavi il tuo periodo di digiuno forzato. Insomma vuoi mangiare le cose che ti piacciono? Prima devi mangiare quelle che non ti piacciono... 10月4日 Pensiero per una bella persona...Questo è un piccolo pensiero per un'amica che sta per cominciare un nuovo viaggio. L'ha scritto il mitico Stefano Benni e credo unisca le tue due passioni: la filosofia e..... BUON VIAGGIO
Divagazioni filosofiche del professor Piscopo. «Prendete una qualsiasi persona, versatele dentro cinque o sei litri di birra, e ne farete un ubriaco» diceva Schopenhauer agli alunni del suo corso di Pessimismo all'università di Jena. Era una frase che il Maestro ripeteva spesso, e gli alunni si chiedevano ogni volta se il loro insegnante era molto profondo o molto ubriaco. In realtà, Schopenhauer voleva dire che ognuno di noi è un ubriaco in potenza. Naturalmente, essendo ubriaco, aveva bisogno del paragone della birra per dare un'idea dell'ubriachezza. Se fosse stato sobrio, avrebbe usato altri termini, e non si sarebbe sdraiato sulla cattedra. In realtà, soleva chiedersi spesso il filosofo, cos'è un ubriaco? E, penso, qualcuno di voi si sarà talvolta rivolto la stessa domanda. Non è, evidentemente, uno che beve. Tutti noi beviamo. Non è nemmeno uno che beve molto. I cammelli bevono molto, ma non ne ho mai visto uno cacciato fuori da un bar. Schopenhauer, ad esempio, dava questa definizione dell'ubriaco: «Un ubriaco è quella persona che dopo aver bevuto molto vino, o birra, o bevande alcoliche, a fine serata vede due baristi dietro il banco». In realtà, è una definizione errata, come ebbe a fargli notare Hobbes. Se ad esempio al bancone del bar servono marito e moglie, cioè due baristi, tutti gli avventori del bar sono da considerarsi ubriachi? Evidentemente no. Quindi la definizione esatta, secondo Hobbes, è la seguente: «Un ubriaco è quella persona, che dopo aver bevuto molto vino, birra e melassa, a fine serata vede il doppio dei baristi che vedeva prima di bere». A parte il fatto che Hobbes, come avrete notato, ha messo la parola «melassa» al posto delle bevande alcoliche, e questo non è ontologicamente corretto, perché corrisponde a un suo gusto soggettivo, non si vede come questa definizione possa essere presa per buona. «Infatti» critica Schopenhauer «la teoria del doppio è assurda. Mettiamo il caso che all'inizio, quando il futuro ubriaco inizia a bere, al bancone ci sia solo il marito, e la moglie sia a spazzare il retrobottega. A fine serata l'ubriaco non vedrà marito + marito: ma due mariti e due mogli, cioè quattro volte il numero iniziale. Inoltre, una persona che va al bar per divertirsi, non può mettersi a contare il numero dei baristi tutte le volte per essere sicuro di accorgersi quando è ubriaco.» La critica di Schopenhauer è molto feroce, certo, ma "in re ipsa" ineccepibile, almeno fino a questo punto. «Hobbes» prosegue Schopenhauer «può continuare nella sua vana ricerca di una definizione matematica dell'essenza dell'ubriachezza. In realtà, egli è un bevitore di melassa e come tale dovrebbe limitarsi a parlare di libri per ragazzi. Comunque, se una definizione dell'ubriaco può essere tentata, io suggerirei questa: "Ubriaco è quella persona che, dopo aver bevuto molto vino, o birra, o fernet, o bevande alcoliche, non riesce più a stare in piedi su una gamba sola e a braccia aperte, e a camminare dritto su una immaginaria linea retta".» Definizione granitica, nella quale però anche voi potete cogliere qualche debolezza. Il che non sfuggì a Hobbes, il quale soleva dire che «In amore e in filosofia tutto è lecito» come ben sapevano le sue scolare. Egli attaccò l'edificio schopenhaueriano con le pesanti mazzate della sua dialettica. Rilevò in primo luogo la presenza della parola «fernet» nei discorso del Maestro. «Evidentemente» scrisse Hobbes «nella camera dove ormai vive rinchiuso, Schopenhauer ha trovato una bottiglia di fernet, e questo ha gravemente deviato la sua prospettiva metodologica; infatti la sua ultima definizione è un capolavoro di formalismo, senza alcun contenuto. Prendiamo il fatto dell'"una gamba sola e con le braccia aperte". E' ovvio che ben poche persone civili si sono mai trovate in vita loro in una simile posizione. Eppure, non penso che debbano essere considerate ubriache. Neanche il Papa, immagino, saprebbe restare su una gamba sola e con le braccia aperte. Schopenhauer vuole forse fare del sottile anticlericalismo? E poi, come dobbiamo immaginare che funzioni questo criterio? Forse che una persona deve entrare in un bar saltellando su una gamba sola, per dimostrare di essere sobria? E lo sarà per tutto il tempo che riuscirà a restare in quella scomoda posizione? E se metterà il piede a terra, dovrà da quel momento essere considerata ubriaca? E come farà a bere se deve tenere le braccia aperte? Schopenhauer risponda a queste domande, e gli regalerò una bottiglia di brandy. Inoltre, cosa vuole dire un'"immaginaria linea retta"? E' ovvio che, se diamo spazio all'immaginazione, il rigore scientifico va a farsi benedire. E se io non riesco a immaginare una linea retta, ma solo donne nude? E se anche riesco a immaginarla, chi mi dice che è retta, e che la fantasia non mi giochi un brutto scherzo, e che non debba camminare tutta la notte su una circonferenza? Mi sembra di essere stato chiaro, anche se spietato. Propongo dunque, come mia ultima definizione la seguente, che mi sembra perfetta: "Ubriaco è quella persona che, dopo aver bevuto molto vino, o birra, o melassa, esce da sé"». Definizione breve, illuminante, che però, come potete immaginare, non può soddisfare completamente una mente superiore. «Infatti» scrisse Schopenhauer «mi sembra che stiamo cadendo nel ridicolo. La frase "esce da sé" è un capolavoro di scemenza. Esce da sé? E dove va? E se esce da sé, lascia dentro tutto quello che ha bevuto? Ma allora non è più ubriaco. E se si porta dietro tutto quello che ha bevuto, cosa dice il primo sé? E il barista, chi deve far pagare? Il nuovo sé, il vecchio sé abbandonato, o tutti e due? Non vorrei che questa fosse una scusa per bere gratis alle spalle di chi lavora. «Comunque, concedo un'ultima possibilità alla discussione. Non per Hobbes, che è troppo occupato a entrare e ad uscire dal suo sé per parlare di filosofia, ma per quanti hanno a cuore la civile disputa dialettica. Dirò allora che "Ubriaco è quella persona che ha bevuto molto, ma molto, molto vino, birra e bevande alcoliche".» Mi sembra che l'intuizione del Maestro non abbia bisogno di commenti. Questa volta, anche Hobbes fu d'accordo e pagò da bere. |
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